Che cos’è la Coordinazione Genitoriale?

È un intervento specifico per genitori altamente conflittuali.
E’ un modo di risolvere le controversie tra genitori in separazione, separati o divorziati che, nonostante gli accordi –anche parziali- raggiunti o le disposizioni contenute in provvedimenti del giudice, continuano a litigare per questioni legate alla gestione dei figli nei vari aspetti della quotidianità.
La prestazione professionale del Coordinatore Genitoriale (CoGe) è regolata da un contratto che viene concluso con i genitori.
L’intervento del CoGe può:

rimanere in una sfera più strettamente privatistica; in questo caso le parti, su indicazione dei loro avvocati o di altri professionisti, comprendono l’opportunità, nell’interesse dei figli, di chiedere l’intervento di un CoGe, danno quindi consensualmente l’incarico e stabiliscono l’ampiezza dei poteri decisori (nel rispetto, se già presenti, delle disposizioni del Giudice)

oppure

essere raccomandato dal Giudice, qualora ne ravvisi i presupposti. Le parti devono comunque essere d’accordo; il Giudice nomina il CoGe scelto e può attribuire un mandato specifico.

A cosa serve la Coordinazione Genitoriale?

Se trascurata, la conflittualità tra i genitori può trascinarsi per molti anni e avere ripercussioni sulla crescita sana e psicologicamente equilibrata dei figli.
La Coordinazione Genitoriale serve a ridurre i rischi che questo accada.
Serve a supportare i genitori nell’attuazione concreta del Piano Genitoriale, così come configurato dagli accordi o dal Tribunale; a rendere effettivo l’esercizio della co-genitorialità e a preservare la relazione dei figli con ciascun genitore.
Serve a dare risposte concrete su questioni quotidiane che vanno risolte rapidamente e non possono attendere i tempi più lunghi delle decisioni del Giudice. Se rientra nel suo mandato, nel caso non si riescano a raggiungere degli accordi, il CoGe può infatti prendere decisioni nell’interesse dei minori evitando così che la litigiosità finisca con il paralizzare scelte importanti.
Serve a evitare il ricorso inutile e logorante a ulteriori iniziative giudiziarie.
Serve a riportare riflessività in momenti in cui il rischio è quello di agiti impulsivi, a ridurre il conflitto facendo prendere consapevolezza ai genitori coinvolti delle conseguenze negative per sé e per i figli del perdurare della forte litigiosità.
Evita nell’immediato interventi più drastici quali la limitazione o la perdita della responsabilità genitoriale e l’affidamento ai servizi sociali. I genitori si possono essere sentiti poco ascoltati, non capiti, proiettati dentro a meccanismi e procedimenti che hanno alimentato il loro antagonismo; con l’ausilio del CoGe possono sperimentare modalità relazionali diverse da quelle fino a quel momento utilizzate; un clima differente può far recuperare risorse personali positive non espresse prima.

Chi è il Coordinatore Genitoriale (CoGe)?

E’ un professionista adeguatamente formato con competenze psicologiche e giuridiche, con esperienza di lavoro all’interno della conflittualità familiare, anche elevata; dati i fenomeni sempre più frequenti di violenza domestica ha una formazione specifica anche in questo ambito.

CoGe e terapeuta di coppia, mediatore familiare, giudice tutelare, arbitro

Il Coordinatore Genitoriale opera al confine con altre figure delle quali riprende alcune funzioni avendo però una sua specificità. In particolare, il CoGe interviene in un conflitto utilizzando le sue capacità di leggere le dinamiche che ha di fronte (similitudini con un intervento psicologico sulla coppia); come terzo neutrale favorisce l’ascolto e la comunicazione, tenta attraverso capacità mediative di abbassare i toni delle discussioni con lo scopo di portare i genitori a decisioni condivise (similitudini con la mediazione familiare); nel caso non si raggiungano soluzioni concordate, prende comunque una decisione per le questioni urgenti per le quali è delegato, in vece dei genitori e sempre avendo come priorità l’interesse dei figli (similitudini con arbitro, giudice tutelare).
A differenza del mediatore familiare, che lavora in tempi più limitati, il CoGe lavora in un lasso maggiore di tempo, dettato proprio dalle caratteristiche del conflitto: alto, esasperato, persistente; un intervento di mediazione familiare in questi casi rischierebbe di non essere esaustivo e portare a risultati non stabili nel tempo.

Quali sono le caratteristiche delle coppie che potrebbero avere beneficio dalla CoGe?

Sono coppie di genitori che non riescono a uscire dalla spirale del conflitto personale, possono rendersi conto delle conseguenze negative che questo genera sui figli ma ugualmente non riuscire a uscirne; possono anche avere già tentato terapie di coppia o percorsi di mediazione familiare ma, uno dei due o entrambi, non avere ancora messo da parte rancori e desideri di vendetta.

Quali circostanze indicano che c’è bisogno di un CoGe?

C’è bisogno di un CoGe quando troppo tempo, energie, denaro vengono investiti nel cercare di far valere le proprie ragioni su quelle dell’altro perdendo di vista il fatto che i figli stanno assorbendo e risentendo del clima di negatività e ansia creatosi; quando il rapporto dei figli con entrambi o uno dei genitori si sta logorando; quando un genitore si sottrae ai compiti educativi che invece gli appartengono; quando la litigiosità impedisce di fatto di mettere in pratica quanto concordato o disposto dal Giudice.

Quali informazioni sulla famiglia ha bisogno il CoGe?

Tutte le informazioni utili per trattare le questioni per cui è delegato ed eventualmente per prendere decisioni. Le informazioni possono essere fornite dalle parti, da altri parenti o conviventi, da professionisti che a vario titolo sono coinvolti a sostegno del nucleo familiare o di uno o più dei membri.

In quale momento processuale ha più senso l’intervento del CoGe?

Può essere utile quando il Giudice ha già provveduto sulle questioni maggiori (affidamento, collocamento, assegno), in via provvisoria o definitiva, ma i suoi provvedimenti restano in tutto o in parte disattesi e uno o entrambi i genitori non riescono a rendere effettivo il Piano Genitoriale, con pregiudizio quindi dei figli.

Quanto dura un percorso di CoGe?

Il percorso richiede un tempo minimo che dipende dal caso concreto, difficilmente può essere inferiore ai 6 mesi; può essere prorogato più volte.

Quanto costa?

Data la natura privata dell’incarico, il CoGe è retribuito dalle parti. Il corrispettivo è legato alle tariffe individuali del professionista, indicativamente intorno a 80-100 euro la sessione individuale, 100-120 euro quella congiunta.

Le decisioni del CoGe in cosa differiscono da quelle del Giudice?

Le decisioni del CoGe non sono in ultima analisi vincolanti per le parti, ma la non adesione a esse di uno o entrambi i genitori può avere conseguenze in ambito processuale perché può denotare scarso senso di responsabilità, correttezza o capacità genitoriale ed essere quindi tenuta presente dal giudice in decisioni future.

La CoGe è confidenziale?

Sì, se il percorso si svolge in forma strettamente privatistica. Solo in parte, se il contratto tra CoGe e le parti ha avuto un avallo istituzionale ed è stato il Giudice a nominare il professionista scelto dalle parti.

Cosa accade se un genitore non collabora con il CoGe o si rifiuta di partecipare al percorso?

Se il comportamento del genitore rischia di creare un pregiudizio al minore, il CoGe può procedere comunque e, se non gli è possibile in quanto esula dal suo mandato, può riferire agli avvocati e al Giudice.
Resta comunque il fatto che l’assenso all’ausilio del CoGe non può considerarsi di per sé impeditivo di un eventuale ricorso al Tribunale in quanto rischierebbe di vanificare il diritto di accesso alla giustizia garantito costituzionalmente (art. 24 Cost.).

Cosa accade se c’è un ordine di protezione o un genitore ha paura a stare nella stessa stanza con l’altro?

Il percorso di CoGe non è da considerarsi come eccezione rispetto a provvedimenti di protezione che pertanto vengono mantenuti; il CoGe potrà procedere con sessioni separate.
Il CoGe è in ogni caso formato per riconoscere situazioni di violenza e per gestirle garantendo nei limiti del possibile la sicurezza delle persone coinvolte.