La Dott.ssa Fernanda Werner, responsabile del servizio MiMedi, è specialista in mediazione familiare, professionista di pratica collaborativa e Coordinatrice Genitoriale.

MiMedi: separazione o divorzio

MiMedi: separazione o divorzio

Gli interventi proposti:
Mediazione familiare
Coordinazione genitoriale
Negoziazione assistita
Pratica collaborativa

È questo un momento delicato nel quale è possibile che il conflitto diventi particolarmente acceso.

Riuscire a mantenere o a riattivare un canale di comunicazione, per quanto difficile, appare più che mai opportuno nell’interesse proprio e dei figli, se presenti.

Obiettivo è creare un clima favorevole di collaborazione che faciliti il raggiungimento degli accordi, anche in un’ottica di rispetto in futuro degli accordi presi.

Presso MiMedi e la sua rete di professionisti puoi accedere a percorsi di:

∙ mediazione familiare
∙ coordinazione genitoriale
∙ negoziazione assistita
∙ pratica collaborativa

Mediazione familiare

Mediazione familiare

È un percorso per la riorganizzazione delle relazioni familiari in vista o in seguito alla separazione, al divorzio o alla rottura della coppia a qualsiasi titolo costituita.

È possibile rivolgersi direttamente a una mediatrice e seguire un percorso di mediazione familiare che indicativamente si svolge così:

∙ dopo il primo contatto viene fissato un colloquio preliminare con finalità informative e di analisi di bisogni, aspettative, risorse oltre alle modalità più opportune per il coinvolgimento dell’altra parte. Il colloquio non impegna in alcun modo alla prosecuzione del percorso.
∙ se sono già coinvolti gli avvocati, la mediatrice prende contatto con loro. Non ci sono sovrapposizioni tra il lavoro dei legali e quello di mediazione, ma una collaborazione, ciascuno nelle rispettive competenze, in vista della creazione di un clima favorevole al raggiungimento di accordi e al loro mantenimento nel tempo.
∙ si procede con uno o più colloqui preliminari di entrambe le parti, separatamente, con finalità di valutazione dell’opportunità, nel caso concreto, di un percorso di mediazione, di presenza dei presupposti e delle condizioni per incontri congiunti ed eventualmente di adeguata preparazione agli stessi.
∙ vengono avviati gli incontri congiunti (8-10 al massimo).
∙ gli eventuali accordi raggiunti in mediazione possono essere integrati e vanno verificati giuridicamente dai legali di fiducia.

Coordinazione genitoriale

Coordinazione genitoriale

È un intervento per genitori separati, divorziati o mai sposati, che sono in una fase di alta conflittualità e quindi in difficoltà nel prendere decisioni ottimali per i propri figli.

L’elevata conflittualità perdurante nel tempo può mettere a rischio la crescita sana ed equilibrata dei figli. Il Coordinatore Genitoriale interviene per aiutare i genitori a evitare che questo accada.

Lavora con l’obiettivo di:

∙ ridurre il clima conflittuale tra i genitori;
∙ far prendere consapevolezza a entrambi dell’impatto che l’ostilità e il conflitto genitoriale possono avere sullo sviluppo dei figli e dei bisogni dei figli nella fase evolutiva che stanno vivendo;
∙ trasmettere strumenti di comunicazione efficaci e far sperimentare buone pratiche di risoluzione dei conflitti.

Con il consenso dei genitori il Coordinatore Genitoriale può dare raccomandazioni, suggerire soluzioni e, qualora il mandato espressamente lo preveda, prendere decisioni per conto dei genitori nell’interesse dei figli su una o più questioni.

Ha sempre presente l’interesse dei minori coinvolti e può coordinare una rete di professionisti a supporto inviando qualora necessario per interventi più specifici.

Il Coordinatore Genitoriale è una figura professionale qualificata, il suo ruolo richiede conoscenze specialistiche psicologiche e legali, familiarità con i contesti giuridici nei quali opera, esperienza nell’intervento sulla conflittualità familiare elevata oltre ad attitudini personali quali: autorevolezza, capacità di mediare contribuendo a creare un clima favorevole al confronto e capacità empatica.

Negoziazione assistita

Negoziazione assistita

È questa una nuova e importante opportunità di collaborazione tra avvocati e mediatori familiari. Entrambi possono contribuire alla gestione della crisi familiare in un utile lavoro di équipe.

È anche possibile che una mediatrice familiare in qualità di facilitatrice della comunicazione venga coinvolta dagli avvocati durante il percorso di negoziazione assistita.

La nuova legge sulla negoziazione assistita incoraggia la negozialità.

I coniugi infatti, al fine di raggiungere una soluzione consensuale di separazione personale, di cessazione degli effetti civili del matrimonio, di scioglimento del matrimonio, di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio, possono concludere una convenzione di negoziazione assistita da almeno un avvocato per parte.

La convenzione è un accordo mediante il quale le parti convengono di cooperare in buona fede e con lealtà per risolvere in via amichevole la controversia tramite l’assistenza dei propri avvocati.

L’accordo raggiunto a seguito della convenzione produce gli effetti e tiene luogo dei provvedimenti giudiziali che definiscono i procedimenti di separazione personale, di cessazione degli effetti civili del matrimonio, di scioglimento del matrimonio e di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio.

È questa una nuova e importante opportunità di collaborazione tra avvocati e mediatori familiari. Entrambi possono contribuire alla gestione della crisi familiare in un utile lavoro di équipe, ognuno con le sue competenze: l’avvocato più strettamente per le questioni giuridiche implicate, la mediatrice per:

∙ favorire il dialogo, ricercando modalità comunicative che riescano a includere entrambe le parti, soprattutto nel caso una parte sia più resistente ed elusiva;
∙ individuare e sciogliere nodi comunicativi e relazionali che tendono a riprodurre la conflittualità, minando la negoziazione stessa;
∙ creare un clima favorevole e in generale una maggiore fiducia reciproca, basi solide per il rispetto nel tempo degli accordi raggiunti.

Pratica collaborativa

Pratica collaborativa

È un metodo non contenzioso di risoluzione delle controversie che consente di evitare un procedimento in Tribunale. Al Tribunale le parti si rivolgono solo per formalizzare l’accordo raggiunto.

Nelle controversie di diritto di famiglia spesso la soluzione giudiziaria non è in grado di porre realmente fine alle controversie e di raggiungere alla pacificazione dei rapporti.

Il procedimento della pratica collaborativa nei casi di separazione e di divorzio è una forma particolare di negoziazione assistita.
È un lavoro di squadra dove oltre alle parti, ognuna con il proprio avvocato, possono intervenire altre figure professionali come:

∙ l’esperto di relazioni familiari facilitatore della comunicazione,
∙ un esperto finanziario,
∙ uno specialista del bambino.

Tutti si attengono ai principi di buona fede, trasparenza e riservatezza.

L’esperto delle relazioni familiari garantisce che la comunicazione non solo tra le parti ma anche tra i professionisti e tra questi e le parti avvenga nel modo più funzionale alla reale comprensione reciproca e al perseguimento dello scopo della procedura.

Il procedimento collaborativo è più rapido di quello giudiziale.

Dà alla negoziazione degli accordi un contenitore strutturato che consente di esplorare varie soluzioni alla ricerca di quelle più adatte per ciascun membro della famiglia, in un clima di cooperazione, di fiducia e di rispetto, con maggiori probabilità di raggiungere accordi che riescono a essere mantenuti nel tempo.